Wall Street in blue jeans per il ritorno di Levi’s

Wall Street in blue jeans per il ritorno di Levi’s

Suona oggi a New York la campanella per l’iconico marchio dei jeans, che torna alle contrattazioni dopo il delisting del 1985. Ipo oltre le attese.

Torna in Borsa un’icona degli anni Ottanta che sta vivendo una nuova giovinezza: Levi Strauss, la casa produttrice dei jeans più famosi al mondo, ha infatti deciso di tornare sul mercato azionario Usa dopo oltre trent’anni. Quotata una prima volta nel 1971, Levi’s era stata infatti protagonista di un’operazione di leveraged buyout da 1,7 miliardi di dollari da parte dei familiari del fondatore, che aveva portato al delisting del titolo nel 1985.

UN RITORNO OLTRE LE ATTESEE il nuovo debutto sembra essere andato meglio delle attese: come svela il Financial Times, l’Ipo di Levi Strauss ha raccolto 623 milioni di dollari attraverso la vendita di 36,7 milioni di azioni a 17 dollari l’una, un prezzo superiore al massimo del range ipotizzato in precedenza, che collocava il titolo tra 14 e 16 dollari. Un prezzo che significa per Levi’s una capitalizzazione di mercato iniziale di 6,6 miliardi di dollari. La maggior parte del ricavato, per un valore di 462,5 milioni di dollari, andrà agli attuali azionisti, tra cui i discendenti di Levi Strauss: la famiglia manterrà il controllo della compagnia.

WALL STREET CAMBIA IL DRESS CODEIl marchio Levi’s è tra i più iconici e riconosciuti a livello globale: si deve all’azienda di San Francisco la creazione del primo paio di blue jeans, nel 1873. E oggi, in occasione del ritorno di Levi’s alle contrattazioni, Wall Street farà un’eccezione al suo rigido “no-jeans dress code”: i trader sono stati invece incoraggiati a venire al lavoro in jeans, rigorosamente Levi’s.

APPROCCIO MULTICANALEIl ritorno in Borsa è una scommessa per Levi’s, in un momento storico che vede i settori del retail e dei beni di consumo sotto pressione, a causa della competizione dei player online e dei nuovi brand. Nel documento presentato alle autorità per la quotazione, Levi’s ha assicurato agli investitori di essere in grado di cavalcare i più recenti trend nel business come nello stile, attraverso un approccio multicanale al retail, che combina la presenza fisica con quella online. Nell’anno concluso il 25 novembre scorso, la società ha generato 5,6 miliardi di dollari in ricavi, con una crescita del 14% rispetto ai 12 mesi precedenti. L’utile netto è stato pari a 283,1 milioni di dollari, anch’esso in aumento rispetto ai 281,4 milioni di dollari dell’anno precedente.

IL RITORNO DEI BLUE JEANSIl mercato dei jeans sta conoscendo un nuovo periodo di gloria, dopo anni difficili. “L’industria è stata pesantemente colpita dalla diffusione sempre maggiore dei capi sportivi e da tempo libero, il cosiddetto segmento athleisure”, ha spiegato alla Bbc Robert Burke, consulente specializzato in moda e retail. “Capi come leggings e yoga pants hanno in un certo senso rimpiazzato la categoria dei jeans”. Ma il trend si sta invertendo: nel 2017-2018 le vendite globali di jeans sono cresciute del 4,3%, secondo Euromonitor International. E negli Usa, dopo quattro anni con il segno meno, le vendite sono aumentate del 2,2%.

UN TREND GUIDATO DAI MILLENNIAL, MA NON SOLOI dati finanziari di Levi’s riflettono questa tendenza: i ricavi sono infatti cresciuti dai 4,4 miliardi di quattro anni fa ai 5,6 attuali. A trainare le vendite è il ritorno della moda anni Ottanta e Novanta, a cui i millennial guardano con nostalgia. Ma non solo: secondo Eric Schiffer, presidente della società di investimenti Patriarch Organisation, il trend è guidato sia “dai millennial che vogliono toccare con mano la storia”, ma anche “dalle persone come noi che vorrebbero tornare indietro nel tempo e dalla Generazione Z, che subisce ancora il fascino della cultura e della musica dell’epoca”.    /financialounge.com

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