L’impatto delle sanzioni venezuelane si sentirà a metà mese.

I mercati potrebbero stare sottovalutando l’impatto delle sanzioni statunitensi sul settore petrolifero venezuelano. e sanzioni sono in vigore ormai da una settimana ma i prezzi del greggio sembrano non aver ancora reagito con decisione. E sebbene fosse previsto che la produzione petrolifera venezuelana avrebbe continuato a scendere nel 2019, il blocco quasi totale delle spedizioni verso gli Stati Uniti non era stato messo in conto.Le raffinerie USA sentiranno l’impatto a partire da metà febbraio
Gli effetti iniziali cominciano a colpire il settore. I dati di Reuters mostrano che le petroliere cominciano ad ammassarsi nel Golfo del Messico in quanto i clienti del Venezuela non possono o non vogliono pagare in anticipo il regime di Maduro per avere il greggio.

La mancanza di denaro USA peserà sulla produzione venezuelana
Qualcuno crede che il Venezuela riuscirà a reindirizzare il greggio precedentemente venduto a clienti USA verso la Cina e l’India. Però, senza il denaro degli Stati Uniti e le entrate della raffineria Citgo di proprietà della PDVSA, il settore petrolifero venezuelano sarà in difficoltà nel trovare i fondi necessari per continuare a produrre anche solo gli 1,11 milioni di barili al giorno prodotti a gennaio.

L’unica altra spiegazione per l’assenza di movimento sui mercati petroliferi in risposta al Venezuela potrebbe essere che i trader pensano che la fine del regime di Maduro sia vicina e che finirà per dimettersi o essere destituito a breve. Tuttavia, storicamente, è sempre molto difficile prevedere accuratamente una rivoluzione .

l calo della produzione venezuelana contribuisce ad aumentare i tagli dell’OPEC
La riduzione della produzione venezuelana è tuttavia solo una parte del calo molto più grande della produzione petrolifera nei paesi OPEC nel 2019.

I dati di S&P Global Platts mostrano che il rispetto dei tagli della produzione OPEC a gennaio è del 76%. La produzione OPEC è scesa di 970.000 barili al giorno rispetto a dicembre. Il 25% di questi tagli sono stati involontari e dovuti ad Iran, Venezuela e Libia.

Solo l’Arabia Saudita ha contribuito significativamente con tagli volontari della produzione. Malgrado questa forte riduzione della produzione, i riflettori dei mercati sono puntati sulla Russia, che ha promesso di tagliare la produzione insieme all’OPEC ma non ha ancora mantenuto effettivamente la parola data./INVESTING.COM/

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