Italia alimenta circolo vizioso, alza posta in gioco per Bce

Se e’ vero che una catena è tanto forte quanto il suo anello più debole, le autorità della zona euro devono agire velocemente per sostenere l‘Italia e le sue banche, sotto pressione a causa di un aumento del costo del debito e di un’economia che va verso la recessione.

Già più fragile economia del blocco, l’Italia – peggior focolaio di coronavirus in Europa – sta subendo pesantemente il diffondersi dell’epidemia, che ha costretto da ieri la nazione intera a una sostanziale quarantena.

Quel che emerge come fondamentale, in questo contesto, e’ la tenuta del sistema bancario, soprattutto per quel che riguarda la sua esposizione in bond governativi italiani — per il noto rischio di un circolo vizioso, quando un’ondata di vendite si abbatte sul debito colpendo indirettamente anche le banche che lo detengono.

Ieri, il settore bancario italiano ha perso oltre il 12% e gli investitori si sono affrettati ad assicurare la loro esposizione al settore, portando in rialzo i credit default swaps (CDS) per banche come UniCredit (MI:CRDI) e Intesa Sanpaolo (MI:ISP), di oltre 40 punti base.

“L’Italia è una linea di confine nel sistema economico e finanziario europeo”, spiega Paul O’Connor, a capo del multi-asset team di Janus Henderson. “Si tratta dell’ultimo posto dove doveva capitare uno shock economico così avverso. Abbiamo un’economia fragile e un settore bancario che sta già mostrando le sue debolezze”.

Lo spread con la Germania – primo indicatore della sostenibilita’ del debito – si e’ allargato ieri ben oltre i 200 punti fino a quota 229 ai massimi da agosto, una salita di circa 50 dai livelli di venerdi’ scorso, la piu’ imponente dal maggio 2018 quando il paese era in piena crisi politica.

Se i rendimenti sui bond governativi italiani aumenteranno ulteriormente, le banche in possesso dei titoli subiranno perdite. Potrebbero quindi vendere le loro partecipazioni, spingendo ulteriormente al rialzo il costo del debito.

Nonostante l’introduzione di norme bancarie più severe e di una supervisione successiva alla crisi del debito della zona euro un decennio fa, il rischio di una spirale negativa persiste.

Le banche italiane avevano nei loro portafogli a fine gennaio titoli governativi italiani per un valore di 388,22 miliardi di euro, pari a circa un sesto del debito pubblico nazionale.

“Il circolo vizioso tra il debito pubblico e le banche italiane è ancora vivo e vegeto”, ha detto Antoine Bouvet, senior rates strategist di ING, ricordando che le banche hanno un ruolo centrale nel mercato dei Btp soprattutto a breve scadenza, che e’ quello dove il rischio di default e’ piu chiaramente prezzato.

Ieri il rendimento sul Btp a due anni e’ schizzato di 50 pb ai massimi da meta’ agosto, mentre il Credit default swap a 5 anni e’ balzato a quota 219 punti, massimo da giugno.

MISSIONE DI SALVATAGGIO

Questa crescente pressione fa si’ che l’Italia sarà ben presente nei pensieri dei membri della Banca Centrale Europea che si riuniscono questo giovedì. I mercati prevedono un taglio dei tassi di 10 punti base, ma non è ciò di cui l’Italia ha bisogno, dato che i tassi della zona euro sono già a -0,5%.

Secondo alcune fonti, la Bce starebbe preparando anche misure per aumentare la liquidità offerta alle imprese.

“Osservando i Btp, è chiaro che i mercati stanno mettendo alla prova la determinazione della Bce e stanno provando a forzare un’accelerazione sugli acquisti di bond”, nota ancora Bouvet. “A questo punto, questa è l’unica misura che la Bce può adottare per ripristinare la fiducia”.

Un’idea in discussione è un Targeted Longer-Term Refinancing Operation (TLTRO) — prestiti a condizioni vantaggiose per le banche che a loro volta possono prestare ad aziende e famiglie — pensato per imprese di piccole e medie dimensioni.

“Immagino che la Bce si concentrerà nell’alleviare le tensioni sulla liquidità e a facilitare il flusso di credito, il che implica misure come i TLTRO”, aggiunge O’Connor./it.investing.com/

 

 

 

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