Il Giappone potrebbe essere il prossimo Paese a lanciare una criptovaluta nazionale

Le autorità della terza economia più importante al mondo si sono incontrate per discutere di valute digitali.

Recentemente i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali di tutto il mondo hanno discusso di criptovalute e regolamentazioni durante l’ultimo incontro del G-20. Per alcuni Paesi, si tratta di una questione di importanza nazionale: in Giappone, i leader della Bank of Japan (BOJ), del Ministry of Finance (MOF) e della Financial Services Agency (FSA) hanno tenuto una serie di incontri per determinare la necessità o meno di adottare una valuta digitale supportata dal governo.

Il governo giapponese non è certo di come l’introduzione di una Central Bank Digital Currency (CBDC) possa influenzare l’economia mondiale. Nonostante la nascita di svariate criptovalute, il dollaro statunitense rimane di fatto la valuta più utilizzata nel commercio internazionale.

Nessuna domanda da parte dei cittadini

L’economia giapponese potrebbe notevolmente beneficiare dell’adozione di una valuta digitale nazionale. Tuttavia, come sta accadendo in molti altri Paesi, anche il Giappone è ancora incerto riguardo al rapporto delle criptovalute con argomenti come hacking, crimini finanziari e riciclaggio di denaro.

L’ultimo incontro, tenuto a gennaio, ha affrontato proprio questi timori. Fra i partecipanti citiamo Ryozo Himino, viceministro per gli affari internazionali della FSA; Yoshiki Takeuchi, viceministro delle finanze per gli affari internazionali; Shinichi Uchida, direttore esecutivo per gli affari internazionali della BOJ.

In particolare, la BOJ pianifica di prepararsi al lancio di un’eventuale criptovaluta nazionale, nel caso in cui il governo giapponese decida di intraprendere questa strada. A dicembre dello scorso anno, il governatore Haruhiko Kuroda aveva dichiarato che in Giappone non c’è alcuna domanda da parte dei cittadini per una CBDC.

Ha tuttavia ammesso che in futuro la richiesta per questo tipo di valuta potrebbe aumentare, e l’istituzione dovrebbe quindi essere pronta a rispondere a tale necessità:

“In Giappone, la quantità di denaro fisico in circolazione è ancora in aumento e al momento non sembra che vi sia una domanda per la creazione di CBDC da parte dei cittadini.

Ciononostante, la Banca del Giappone ha condotto ricerche tecniche e legali su questo argomento al fine di essere pronta quando, in futuro, potrà sorgere la necessità di una CBDC. La Banca sta anche studiando l’impatto delle CBDC sull’intermediazione finanziaria.”

Il rapporto degli altri Paesi con le crypto

Nel frattempo, in Cina lo sviluppo della criptovaluta nazionale sembra procedere senza troppi intoppi. La Banca Popolare Cinese pianifica il lancio di uno yuan digitale che possa fare da complemento, e non sostituire, lo yuan fisico.

La Banca Centrale Europea, la Bank of England, nonché le banche centrali di Canada, Svezia e Svizzera hanno annunciato di voler condurre uno studio congiunto assieme alla Banca dei Regolamenti Internazionali.

L’Internal Revenue Service degli Stati Uniti si prepara ad un incontro sulle criptovalute, previsto per marzo.

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