Greggio stabile dopo il tonfo del 4% nei timori per la domanda cinese debole

Il prezzo del greggio vede una ripresa negli scambi asiatici di questo martedì, dopo aver registrato il tonfo giornaliero peggiore dall’inizio dell’epidemia di coronavirus.

I future del greggio WTI USA vanno su dello 0,4% a 51,62 dollari alle 00:02 ET (04:02 GMT), mentre i future del Brent, il riferimento internazionale, salgono dello 0,3% a 55,94 dollari.

I mercati del greggio hanno chiuso con un crollo di quasi il 4% ieri ed hanno registrato il calo peggiore in quasi sette settimane, con gli investitori preoccupati per l’indebolimento della domanda petrolifera cinese.

Il calo dei prezzi è arrivato sulla scia di un netto aumento dei casi di coronavirus al di fuori della Cina. L’Italia ha riportato sette vittime ieri, mentre vari paesi del Medio Oriente, come Afghanistan ed Iraq, hanno annunciato i primi casi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la diffusione dell’epidemia “molto preoccupante”.

Inoltre, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha di recente previsto che la domanda di greggio sarà di 435.000 barili al giorno in meno nel primo trimestre di quest’anno rispetto al primo trimestre del 2019.

“Per il greggio la paura è che vedremo un’ulteriore riduzione della domanda che trasformerà un mercato petrolifero globale molto teso in uno in esubero di scorte”, spiega Phil Flynn, analista del Price Futures Group di Chicago.

“Il mercato petrolifero sta mettendo in conto il rischio di un rallentamento globale man mano che il virus si diffonde”, aggiunge Flynn. “Possiamo dare contesti storici a questo tipo di eventi e nei casi di shock per la domanda il greggio dovrebbe essere comprato, non venduto. Ma provate a dirlo al mercato”.

Alle 16:30 ET l’American Petroleum Institute (API) pubblicherà i dati sulle scorte di greggio USA.

La scorsa settimana, l’API ha riportato un aumento di 4,2 milioni di barili.

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