Greggio, prezzi in rialzo, Opec e alleati preparano ulteriori tagli

I prezzi del Brent sono in rialzo sulle attese che i principali produttori petroliferi siano più vicini a un accordo per implementare maggiori tagli alla produzione per contrastare il calo della domanda causato dall’epidemia di coronavirus.

I futures sul Brent guadagnano 80 centesimi a 52,66 dollari il barile intorno alle 11,15 italiane.

I derivati sul greggio Usa avanzano di 78 centesimi a 47,96 dollari il barile.

L’Arabia Saudita e altri membri Opec stanno cercando di convincere la Russia a condividere l’iniziativa di tagliare ulteriormente la produzione per sostenere i prezzi, che sono crollati a causa dell’epidemia di coronavirus.

“Con le incertezze sul lato della domanda che hanno già trascinato i futures sul Brent in ribasso di circa il 19% dall’inizio dell’anno … l’upside del petrolio sembra significativamente limitato tra persistenti timori sull’epidemia di coronavirus”, ha detto Han Tan, analista di mercato di FXTM.

Un comitato tecnico di rappresentanti di stati Opec, Russia e altri produttori ha raccomandato ieri una riduzione della produzione di 1 milione di barili al giorno aggiuntivi, soltanto nel corso del secondo trimestre.

Goldman Sachs ha ridotto nuovamente le stime sui prezzi del Brent a 45 dollari il barile ad aprile, prevedendo però un graduale recupero a 60 dollari entro fine anno.

Morgan Stanley (NYSE:MS) ha tagliato a sua volta la previsione per i prezzi del Brent nel secondo trimestre 2020 a 55 dollari il barile e l’outlook per il greggio Usa a 50 dollari, prevedendo che la crescita della domanda di petrolio in Cina nel 2020 sarà vicina allo zero e che la domanda altrove sarà indebolita dal virus.

Secondo i dati Api pubblicati ieri, le scorte di greggio statunitense sono aumentate di 1,7 milioni di barili nella scorsa settimana a 446,6 milioni di barili, meno delle attese degli analisti di un aumento di 2,6 milioni di barili.

Resta aggiornato con INFOEUROPEFX per le ultime notizie sulle materie prime.