Dollaro su ma guadagni limitati, aussie debole

Il dollaro sale contro il paniere dei rivali questo giovedì, ma i guadagni rimangono limitati in un clima di apprensione per la crescita globale, il blocco delle attività amministrative USA e lo scontro commerciale USA-Cina.

“Le tensioni commerciali rappresentano il fattore dominante per il sentimento degli investitori al momento e guideranno i flussi di mercato”, afferma Nick Twidale, direttore operativo di Rakuten Securities.

Twidale aggiunge che la propensione al rischio migliorerà solo quando le preoccupazioni per il parziale blocco delle attività amministrative USA e le tensioni commerciali si ridurranno.

I timori per la crescita globale hanno contribuito a spaventare gli investitori. Lunedì, il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le previsioni sulla crescita globale del 2019 e del 2020, per via del rallentamento maggiore del previsto in Cina e nella zona euro, ed ha avvertito che la mancata risoluzione delle tensioni commerciali potrebbe destabilizzare ulteriormente un’economia globale che si sta già indebolendo.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,12% a 95,88 alle 03:05 ET (08:05 GMT).

I mercati sono ribassisti sulle prospettive per il dollaro quest’anno. La paura per le prospettive economiche globali hanno spinto la Federal Reserve ad adottare un approccio cauto nei confronti dei prossimi aumenti dei tassi di interesse. I trader dei future dei tassi di interesse si aspettano che la Federal Reserve li lasci invariati nel 2019.

Il dollaro australiano è debole, con il cambio AUD/USD giù dello 0,6% a 0,7097.

Sull’aussie pesa il nuovo colpo sferrato dalla National Australia Bank al mercato immobiliare del paese in rapido raffreddamento: la banca ha seguito l’esempio delle controparti alzato i tassi dei mutui e alimentando le speculazioni su un taglio dei tassi di interesse. In precedenza, l’aussie era in territorio positivo sulla scia dei dati solidi sull’occupazione.

Lo yen scende contro il dollaro, con la coppia USD/JPY in salita dello 0,09% a 109,68.

L’euro è in lieve ribasso, con il cambio EUR/USD a 1,1373.

I trader si aspettano che la Banca Centrale Europea rimanga cauta in occasione del vertice di politica monetaria nel corso della giornata e che lasci la sua politica accomodante per un periodo di tempo più lungo.

L’inflazione bassa e l’attività economica più debole del previsto in Germania e Francia, tuttavia, potrebbero convincere il Presidente della BCE Mario Draghi ad indicare un rallentamento potenzialmente più duraturo.

“Se la banca centrale dovesse abbassare le previsioni sulla crescita o l’inflazione e Draghi dovesse concentrarsi su una crescita più debole, allora potremmo vedere il cambio EUR/USD scendere benissimo a 1,12 dollari”, scrive Kathy Lien, direttrice di gestione delle strategie monetarie di BK Asset Management.

La sterlina scende, con il cambio GBP/USD giù dello 0,21% a 1,3038, mentre persiste l’incertezza per la Brexit.

Dopo che il piano di divorzio dall’UE del Primo Ministro Theresa May è stato bocciato la scorsa settimana in quella che è stata la più grande sconfitta nella storia britannica moderna, i legislatori stanno cercando di trovare una via di uscita dalla crisi ma ancora nessuna opzione ha incontrato il supporto della maggioranza in Parlamento.

Alcuni analisti si aspettano rialzi limitati per la sterlina. Philip Wee, esperto di strategie monetarie di DBS afferma che la maggior parte dei guadagni della sterlina sono dovuti alla chiusura delle posizioni short. Si aspetta che la sterlina resti nel range compreso tra 1,3170 e 1,3240 dollari./investing.com

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