Come proteggere la privacy delle transazioni bitcoin

Come si fa a proteggere la propria privacy nel momento in cui si fa una transazione con Bitcoin, visto che la blockchain è pubblica e pseudoanonima?

A differenza, infatti, di quanto affermano i detrattori di bitcoin che pensano che BTC vada bene per riciclare denaro – pensiamo per esempio a quanto affermato di recente dal Segretario del Tesoro americano – la blockchain è pubblica e chi dovesse usare le crypto per operazioni poco lecite è probabile venga presto fermato e incarcerato.

Ma se si vuole tutelare la propria privacy pur effettuando transazioni lecite, ci sono delle misure che è meglio prendere in considerazione affinché le transazioni siano al riparo da occhi indiscreti.

Considerando che la blockchain, in particolare quella di Bitcoin, permette di tracciare tutte le transazioni ed in questa maniera è possibile vedere anche i bitcoin che sono legati ad un indirizzo, è facilmente deducibile che se una persona ha l’indirizzo di qualcuno è possibile controllare e vedere tutte le transazioni fatte e capire a sommi capi da dove quei bitcoin sono partiti, come sono stati usati e quando.

Il pericolo di perdere la propria privacy è quindi dietro l’angolo se condividiamo con altri il nostro indirizzo e se venisse condiviso con dei criminali o hacker, qualcuno potrebbe voler estorcere denaro.

Quindi come tutelare la privacy? Ecco alcune regole se si effettuano transazioni con bitcoin – ma anche con altre criptovalute.

Utilizzare un indirizzo sempre diverso

Un sistema da adottare quando si opera con bitcoin è quello di utilizzare sempre un indirizzo diverso per la ricezione dei pagamenti, così da evitare di rivelare il numero di crypto in possesso.

Ovviamente avere tanti indirizzi comporta difficoltà nel gestirli ed è per questo che è stata trovata una soluzione, grazie alla BIP39 (Bitcoin Improvement Proposal), per cui tramite l’utilizzo di un wallet HD (gerarchico deterministico) abbiamo una chiave privata master, generata da una serie di parole chiamata “seed”, da cui generare una serie di chiavi sottostanti: in pratica con un seed si possono avere tanti address.

Nascondere il proprio indirizzo IP

Altro aspetto da tenere in considerazione è quello di tenere a mente il fatto che quando si invia una transazione nella rete utilizziamo Internet e per farlo il nostro terminale per connettersi alla rete necessita di un indirizzo IP, che ovviamente ci identifica in una determinata sessione e posizione, quindi è semplice risalire alla macchina o comunque restringere il campo di ricerca ad una determinata regione geografica.

La soluzione è quindi disporre un sistema che celi o quanto meno cambi il nostro indirizzo IP quando ci connettiamo alla rete, per esempio alcuni strumenti che possiamo utilizzare sono il browser Tor oppure un servizio di VPN logless, possibilmente a pagamento e non gratuito.

Utilizzare servizi di mixing delle transazioni

Infine c’è la soluzione di utilizzare servizi di mixing delle transazioni di bitcoin. Il loro funzionamento è abbastanza semplice: in sostanza vengono raccolte tutte le transazioni in una e poi vengono generate diverse transazioni in uscita, quindi non è possibile collegare l’indirizzo di partenza con quello di destinazione, proprio perché gli importi vengono mischiati.

Questa soluzione però comporta degli svantaggi non indifferenti perché è necessario che ci siano un numero sufficiente di transazioni per far partire il servizio; inoltre spesso l’utilizzo di questi servizi comporta delle fee elevate che ne rendono impraticabile l’utilizzo su piccoli importi.

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